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Transizione ecologica: no alla chiusura della Centrale ENEL senza alternative valide in atto

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Dichiarazioni del Polo Civico Italia Viva A.Balloni  M.Campidonico:


La transizione ecologica non è un semplice girare un interruttore dall’altra parte.

Al contrario, è una questione molto complessa, ancora di più nel caso della chiusura di una Centrale, dato che investe l’economia di un’intera città, il futuro di migliaia di lavoratori diretti e indiretti e quello di decine di imprese che costituiscono il volano economico della città e il sostentamento dei lavoratori e delle loro famiglie.

Ora stiamo entrando in una fase di grandi incognite, il 2025 sta arrivando e l’ENEL si prepara a chiudere le Centrali, le commesse lavorative alle aziende stanno già subendo una drastica riduzione, le imprese hanno iniziato a fare sacrifici per non dover ricorrere ai licenziamenti.

Chiaramente, questa situazione non potrà durare per molto e, senza un cambiamento, si rischiano licenziamenti e difficoltà economiche per l’intera città.

Quindi, ok alla chiusura della Centrale ENEL, ok ai tavoli del Lavoro Regionale e Nazionale, ok ai progetti che si stanno discutendo, ma sia ben chiaro che senza garanzie e senza soluzioni tese a coprire i tempi intermedi tra la chiusura e la realizzazione dei progetti in discussione, che richiedono anni per essere realizzati, la Centrale deve rimanere in attività, le manutenzioni devono essere fatte e alle imprese vanno assegnati i lavori, perché imprese e lavoratori possano continuare a vivere.

Invitiamo tutti al senso di responsabilità, chi ha incidenza nella soluzione del problema si impegni per fornire garanzie lavorative ed economiche a copertura dei tempi intermedi.

Davanti a noi, troppe incertezze e preoccupazioni che devono essere subito sgombrate, ci batteremo per questo, non escludendo manifestazioni a supporto.

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Dichiarazioni del Polo Civico Italia Viva A.Balloni  M.Campidonico:


La transizione ecologica non è un semplice girare un interruttore dall’altra parte.

Al contrario, è una questione molto complessa, ancora di più nel caso della chiusura di una Centrale, dato che investe l’economia di un’intera città, il futuro di migliaia di lavoratori diretti e indiretti e quello di decine di imprese che costituiscono il volano economico della città e il sostentamento dei lavoratori e delle loro famiglie.

Ora stiamo entrando in una fase di grandi incognite, il 2025 sta arrivando e l’ENEL si prepara a chiudere le Centrali, le commesse lavorative alle aziende stanno già subendo una drastica riduzione, le imprese hanno iniziato a fare sacrifici per non dover ricorrere ai licenziamenti.

Chiaramente, questa situazione non potrà durare per molto e, senza un cambiamento, si rischiano licenziamenti e difficoltà economiche per l’intera città.

Quindi, ok alla chiusura della Centrale ENEL, ok ai tavoli del Lavoro Regionale e Nazionale, ok ai progetti che si stanno discutendo, ma sia ben chiaro che senza garanzie e senza soluzioni tese a coprire i tempi intermedi tra la chiusura e la realizzazione dei progetti in discussione, che richiedono anni per essere realizzati, la Centrale deve rimanere in attività, le manutenzioni devono essere fatte e alle imprese vanno assegnati i lavori, perché imprese e lavoratori possano continuare a vivere.

Invitiamo tutti al senso di responsabilità, chi ha incidenza nella soluzione del problema si impegni per fornire garanzie lavorative ed economiche a copertura dei tempi intermedi.

Davanti a noi, troppe incertezze e preoccupazioni che devono essere subito sgombrate, ci batteremo per questo, non escludendo manifestazioni a supporto.

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