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Piendibene sull’offerta turistica: la spiaggia in città e la riqualificazione del centro per fare il salto di qualità

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L’imminente dismissione della centrale a carbone offre indubbiamente scenari inconsueti e finora impensabili per Civitavecchia, perché la libera da una pesante servitù che ha condizionato per decenni ogni altra possibilità di sviluppo alternativo.    

Il nostro porto è inserito stabilmente nel circuito crocieristico internazionale ed è, quindi, meta obbligata per milioni di crocieristi. La maggior parte di essi, ovviamente, è diretta verso le bellezze di Roma, ma si stima che almeno il 15-20 per cento preferisce restare in prossimità del porto e visitare i dintorni anziché ripetere l’escursione verso Roma: si tratta, infatti, per lo più di turisti che hanno già fatto crociere e già visitato la capitale. È un bacino virtualmente molto rilevante per la nostra economia, se solo si riuscisse ad intercettarne almeno una parte ai soli fini turistici e non solo a quelli dell’offerta di servizi, come sostanzialmente accade adesso.

Il nostro territorio non manca certo di attrattive, specialmente nei paesi limitrofi, ma per cogliere appieno le potenzialità legate alla filiera del turismo occorre sicuramente migliorare l’aspetto complessivo della nostra città. 

Non partiamo certo da zero: alcuni interventi realizzati nel passato, proprio quando il sottoscritto ricoprì il ruolo di assessore ai lavori pubblici, ci hanno consegnato un bel lungomare ed è certamente migliorata anche l’offerta dei servizi per il turismo. Però non basta, è necessario andare oltre e provare a realizzare una visione: la spiaggia della marina, dall’ Antemurale alla Lega Navale, inserita in un lungomare attrezzato e riqualificato e finalmente protetto dalla barriera soffolta è l’opera che ci serve per fare quel salto di qualità.

L’altro intervento determinante è la riqualificazione del centro storico, da realizzare nell’ambito di un progetto complessivo di area vasta, ovvero nel perimetro ricompreso fra Viale della Vittoria, Porta Tarquinia, Viale Guido Baccelli e Via Roma. L’intervento complessivo dovrà contemplare una nuova viabilità, l’istituzione intelligente di ZTL, il recupero e la valorizzazione dell’area ex Italcementi, più verde pubblico, più arredo urbano e la revisione complessiva del sistema dei trasporti, che preveda una drastica riduzione del trasporto privato e una decisa incentivazione del trasporto pubblico. Non ultimi in ordine di importanza, il recupero e la valorizzazione dei nostri beni pregiati, a partire dal Forte Michelangelo e un nuovo patto fra Comune e Porto che possa determinare nuove sinergie positive.

In questo modo, attraverso una nuova visione di città, il centro storico può e deve diventare un centro commerciale naturale, dove favorire l’insediamento di nuove attività commerciali e artigianali ove possono essere valorizzati i prodotti locali: un luogo esteso con le carte in regola per diventare la vera alternativa alla grande distribuzione e al commercio on line. In buona sostanza, occorre promuovere le condizioni per determinare un ciclo davvero virtuoso, dove commercio, artigianato e turismo possano aspirare ad essere la nuova economia del territorio.

Gli strumenti ci sono, la legge regionale sulla riqualificazione urbana può essere il quadro normativo di riferimento; le risorse economiche si possono trovare, migliorando il sistema di accesso ai fondi europei, attraverso politiche fiscali mirate e tramite accordi di partenariato pubblico privato, a cominciare da unanuova intesa con la proprietà dell’area ex Italcementi.

Civitavecchia può mantenere la vocazione industriale attraverso un radicale cambio delle politiche energetiche e, al contempo,puntare sulla filiera del turismo per diversificare la sua economia e creare sviluppo e occupazione di qualità: si può fare, noi vogliamo provarci.

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Il nostro porto è inserito stabilmente nel circuito crocieristico internazionale ed è, quindi, meta obbligata per milioni di crocieristi. La maggior parte di essi, ovviamente, è diretta verso le bellezze di Roma, ma si stima che almeno il 15-20 per cento preferisce restare in prossimità del porto e visitare i dintorni anziché ripetere l’escursione verso Roma: si tratta, infatti, per lo più di turisti che hanno già fatto crociere e già visitato la capitale. È un bacino virtualmente molto rilevante per la nostra economia, se solo si riuscisse ad intercettarne almeno una parte ai soli fini turistici e non solo a quelli dell’offerta di servizi, come sostanzialmente accade adesso.

Il nostro territorio non manca certo di attrattive, specialmente nei paesi limitrofi, ma per cogliere appieno le potenzialità legate alla filiera del turismo occorre sicuramente migliorare l’aspetto complessivo della nostra città. 

Non partiamo certo da zero: alcuni interventi realizzati nel passato, proprio quando il sottoscritto ricoprì il ruolo di assessore ai lavori pubblici, ci hanno consegnato un bel lungomare ed è certamente migliorata anche l’offerta dei servizi per il turismo. Però non basta, è necessario andare oltre e provare a realizzare una visione: la spiaggia della marina, dall’ Antemurale alla Lega Navale, inserita in un lungomare attrezzato e riqualificato e finalmente protetto dalla barriera soffolta è l’opera che ci serve per fare quel salto di qualità.

L’altro intervento determinante è la riqualificazione del centro storico, da realizzare nell’ambito di un progetto complessivo di area vasta, ovvero nel perimetro ricompreso fra Viale della Vittoria, Porta Tarquinia, Viale Guido Baccelli e Via Roma. L’intervento complessivo dovrà contemplare una nuova viabilità, l’istituzione intelligente di ZTL, il recupero e la valorizzazione dell’area ex Italcementi, più verde pubblico, più arredo urbano e la revisione complessiva del sistema dei trasporti, che preveda una drastica riduzione del trasporto privato e una decisa incentivazione del trasporto pubblico. Non ultimi in ordine di importanza, il recupero e la valorizzazione dei nostri beni pregiati, a partire dal Forte Michelangelo e un nuovo patto fra Comune e Porto che possa determinare nuove sinergie positive.

In questo modo, attraverso una nuova visione di città, il centro storico può e deve diventare un centro commerciale naturale, dove favorire l’insediamento di nuove attività commerciali e artigianali ove possono essere valorizzati i prodotti locali: un luogo esteso con le carte in regola per diventare la vera alternativa alla grande distribuzione e al commercio on line. In buona sostanza, occorre promuovere le condizioni per determinare un ciclo davvero virtuoso, dove commercio, artigianato e turismo possano aspirare ad essere la nuova economia del territorio.

Gli strumenti ci sono, la legge regionale sulla riqualificazione urbana può essere il quadro normativo di riferimento; le risorse economiche si possono trovare, migliorando il sistema di accesso ai fondi europei, attraverso politiche fiscali mirate e tramite accordi di partenariato pubblico privato, a cominciare da unanuova intesa con la proprietà dell’area ex Italcementi.

Civitavecchia può mantenere la vocazione industriale attraverso un radicale cambio delle politiche energetiche e, al contempo,puntare sulla filiera del turismo per diversificare la sua economia e creare sviluppo e occupazione di qualità: si può fare, noi vogliamo provarci.

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