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Scotto: Wojtyla a Civitavecchia, il ricordo in una statua

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Gent.mo Sindaco,

noi dell’Associazione Civitavecchia 2000, in rappresentanza del sentimento comune che anima gli abitanti tutti della nostra città, sentiamo di doverLe inviare questa lettera a memoria storica dei fatti avvenuti.

Il diciannove marzo del 1987 ricordiamo tutti, giovani e meno giovani, come il vento di quella mattina accolse e accompagnò un uomo semplice e luminoso che camminò tra la nostra gente e la nostra storia confortandoci e dandoci fiducia, Il Santo Padre Giovanni Paolo II.

Quel giorno resterà unico ed indelebile nei nostri cuori e nelle nostre menti finchè vivremo e di quel giorno continueremo a raccontare, a chi è venuto dopo di noi, delle carezze sul cuore che ci furono donate.

Da quest’uomo, che si presentò in una città di mare, come il successore di Pietro, l’umile pescatore di Galilea, ci vennero spalancate le porte della speranza per poter guardare instancabili “ad un futuro degno di un glorioso passato”.

In questi tempi assurdi e pieni di confusione in cui tutti viviamo, sentiamo la necessità di ricordare le parole che il Santo Padre rivolse ai lavoratori, ai giovani in difficoltà, alle famiglie, ricordandogli di fare appello alla tradizione per poter rinascere ancora una volta.

Civitavecchia come culla di infiniti doni storici, sociali, religiosi e da sempre “ancorata al valore e al rispetto della persona umana”. Civitavecchia come porto da cui salpano “uomini coraggiosi e che prestano il loro servizio per il bene comune”. Civitavecchia come tradizione cristiana che “non si conforma alla mentalità di questo secolo”.

Quell’uomo, il suo sguardo d’amore e la sua esortazione ad affidarci, nel nostro peregrinare tra le onde della vita, alla Stella del Mare per eccellenza, Maria, è per noi tutti un esempio da seguire e da tramandare.

Le chiediamo ora di voler dare alla città di Civitavecchia la possibilità di ricambiare l’onore che sentimmo di aver avuto tutti nell’accogliere, in quella data storica, un unico ed eccezionale Papa, erigendo una statua a lui dedicata.

Civitavecchia sente di doverglielo dal profondo dei cuori di tutti noi affinché, passando i più giovani possano nuovamente domandare chi fosse quell’uomo vestito di bianco dallo sguardo infinito e pieno d’amore che per un giorno illuminò le nostre vite, Karol Wojtyla.

Alessandro Scotto

Presidente Associazione Culturale Civitavecchia 2000

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il diciannove marzo del 1987 ricordiamo tutti, giovani e meno giovani, come il vento di quella mattina accolse e accompagnò un uomo semplice e luminoso che camminò tra la nostra gente e la nostra storia confortandoci e dandoci fiducia, Il Santo Padre Giovanni Paolo II.

Quel giorno resterà unico ed indelebile nei nostri cuori e nelle nostre menti finchè vivremo e di quel giorno continueremo a raccontare, a chi è venuto dopo di noi, delle carezze sul cuore che ci furono donate.

Da quest’uomo, che si presentò in una città di mare, come il successore di Pietro, l’umile pescatore di Galilea, ci vennero spalancate le porte della speranza per poter guardare instancabili “ad un futuro degno di un glorioso passato”.

In questi tempi assurdi e pieni di confusione in cui tutti viviamo, sentiamo la necessità di ricordare le parole che il Santo Padre rivolse ai lavoratori, ai giovani in difficoltà, alle famiglie, ricordandogli di fare appello alla tradizione per poter rinascere ancora una volta.

Civitavecchia come culla di infiniti doni storici, sociali, religiosi e da sempre “ancorata al valore e al rispetto della persona umana”. Civitavecchia come porto da cui salpano “uomini coraggiosi e che prestano il loro servizio per il bene comune”. Civitavecchia come tradizione cristiana che “non si conforma alla mentalità di questo secolo”.

Quell’uomo, il suo sguardo d’amore e la sua esortazione ad affidarci, nel nostro peregrinare tra le onde della vita, alla Stella del Mare per eccellenza, Maria, è per noi tutti un esempio da seguire e da tramandare.

Le chiediamo ora di voler dare alla città di Civitavecchia la possibilità di ricambiare l’onore che sentimmo di aver avuto tutti nell’accogliere, in quella data storica, un unico ed eccezionale Papa, erigendo una statua a lui dedicata.

Civitavecchia sente di doverglielo dal profondo dei cuori di tutti noi affinché, passando i più giovani possano nuovamente domandare chi fosse quell’uomo vestito di bianco dallo sguardo infinito e pieno d’amore che per un giorno illuminò le nostre vite, Karol Wojtyla.

Alessandro Scotto

Presidente Associazione Culturale Civitavecchia 2000

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